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SUL MONTE DELLA MADONNA, il giro del monaco
Vinoteca
Tito Livio, Via Tito Livio 5, Teolo tel.
049 9940482 Apertura sabato e domenica
Geologia
La
storia geologica di questo piccolo gruppo collinare ha messo in contatto rocce
di origine diverse e ha generato coni che richiamano alla mente l'immagine di
vulcani in miniatura. Ma di crateri e colate laviche non vi è traccia, si
tratta solo di un'illusione ottica. Qui siamo in presenza di vette ciascuna delle
quali è frutto di un distinto episodio geologico. Trentatrè
milioni di anni fa, da profonde fessure della crosta terrestre è fuoriuscita
una grande quantità di magma (costituito di dense lave acide) in parte
sollevando potenti strati di rocce sedimentarie dell'originario fondale marino,
in parte venendo a contatto direttamente con l'acqua e l'atmosfera sovrastante.
L'azione erosiva della forza di gravità e degli agenti atmosferici continuò per
milioni di anni il lavoro di rifinitura, portando alla luce anche brecce e tufi
basaltici di un precedente ciclo eruttivo (Eocene superiore 50 milioni di anni
fa).
Le forme dei Colli Euganei
Descrivendo
i colli tipici del panorama euganeo, operazione dallo scarso significato
scientifico, ma utile ai fini della lettura del paesaggio, distinguiamo 3 casi:
laddove il corpo lavico rimase intrappolato all'interno del guscio di rocce
calcaree, i colli hanno profili dolci a
forma di bolle; invece dove è riuscito ad emergere dalla friabile base calcarea
(la maggioranza dei casi) si staccano massicce cuspidi di roccia dura e
nerastra; in altri casi, il corpo collinare magmatico emerge direttamente dai
depositi alluvionali della pianura, disegnando profili aspri e molto pendenti.
Le eccellenze naturalistiche
Nei
rilievi euganei, pur nella loro limitata estensione, la natura da prova della
propria bellezza e della propria straordinaria ricchezza. La posizione
geografica, il tipo di roccia e di terreni da essi generati, l'esposizione ai
raggi solari, il clima e l'azione prolungata
dell'uomo, consentono la sopravvivenza di oltre 1400 specie, pari a
circa un sesto della flora italiana. Da un punto di vista qualitativo sorprende
osservare specie mediterranee (corbezzolo, lentisco, cisto femmina) vivere nel
cuore della pianura padana a stretto contatto con altre montane o sub-montane
rare o minacciate in tutta l'Italia continentale. Per una di queste la Ruta patavina (specie
endemica per l'Italia Haplophyllum patavinum) i colli Euganei, costituiscono l'estremo avamposto ad
occidente. Nei pressi dell'eremo di Sant'Antonio Abate è possibile osservare
una notevole stazione di Fico d'India Nano.
I luoghi della fede del Monte della Madonna
Nel
corso dell'escursione incontreremo due luoghi sacri carichi di storia. Sulla sommità sorge il suggestivo santuario
dedicato alla Madonna del Monte con annesso piccolo monastero dipendente dall'abbazia
di Praglia. Le prime testimonianze scritte della sua esistenza risalgono al
1253. Nel versante meridionale in una posizione assolata sorge il suggestivo
oratorio di Sant'Antonio Abate. Il sito fu abitato tra il VIII e IX secolo
santa Felicita, eremita e mistica le cui spoglie sono conservate nella chiesa
di Santa Giustina di Padova. Il sito è caratterizzato dalla presenza di una
grotta, localmente chiamata covolo e dai resti delle fondamenta di un piccolo
monastero di origine medioevale.