Ecco perché ci piace il nostro lavoro, quando usciamo solitamente il sole splende. Splendeva anche il giorno in cui siamo andate a trovare la famiglia Dainese, proprietaria dell’azienda Sengiari di Teolo.

Ci accoglie Stefania, che con i fratelli e i genitori gestisce l’azienda che ormai supera i 100 anni di attività.
Una conduzione familiare, che si è tramandata negli anni, e che ha coinvolto ben quattro generazioni.
Probabilmente il lavoro più importante lo hanno svolto papà Sebastiano, per tutti Gianni, e mamma Lucia, che hanno trasmesso amore per la propria terra e passione per il lavoro ai figli, che si dedicano completamente alla direzione dell’azienda vinicola e all’agriturismo.

Aspettiamo qualche minuto, cogliamo l’occasione per iniziare a scattare qualche fotografia, all’esterno un simpatico gatto gioca tra le piante di rosmarino, sembra voglia proprio farsi fotografare.

La chiacchierata la facciamo con Stefano, il “direttore generale“ dell’azienda, responsabile della cantina e curatore dell’offerta gastronomica dell’agriturismo.

La sala da pranzo e la tasting room ci accolgono eleganti, spicca il bianco nel colore dell’arredamento, la luce entra dalla grande terrazza coperta che guarda il panorama verso est.
L’occhio è attirato dalla bottaia che se ne sta tranquilla dietro le grandi vetrate che fanno da scenografia alla sala, entriamo e osserviamo in silenzio le botti dentro alle quali maturano tranquille le riserve.

Stefano si racconta brevemente, la sua personalità riservata ci concede solo qualche informazione, la sua formazione è agraria e al termine degli studi si è dedicato immediatamente al lavoro, prima in azienda e poi all’estero, dove ha avuto modo di confrontarsi con tante personalità imprenditoriali, con esigenze diverse e con modalità di lavoro interessanti.
Quando nel 2000 torna in azienda si dedica completamente alla produzione di vino, la sua attenzione si concentra sul progetto di rinnovare la produzione, condurla gradualmente ad una qualità sempre maggiore, curando il lavoro in vigneto, in cantina e dedicandosi successivamente anche alla comunicazione e promozione dell’azienda. La passione si affianca allo studio, che nel 2001 termina per Stefano con il diploma di sommelier.

 

Un lavoro che oggi si completa con il rinnovo quasi completo dell’area dedicata agli ospiti con una nuova sala per l’agriturismo che negli ultimi anni ha riscontrato nella clientela un sempre maggiore interesse.

Stefano ci racconta i vini dell’azienda, tra i quali spicca il Vegro e il Vegro Riserva, Colli Euganei Rosso 60% Merlot e 40 % Cabernet Saouvignon, un prodotto che racconta tutto l’impegno nella ricerca di un vino di struttura ed elegante, che oggi è quasi il simbolo della loro produzione. In questo periodo è in vendita il 2011, ma non tutte le annate possono permettersi di diventare riserva. Anche questo dettaglio ci racconta la passione per il vino di qualità, e la cura che la famiglia Dainese mette nel proprio lavoro.

Non solo vini rossi però, c’è anche lo Chardonnay (fermentato in barrique), il Serprino, il Fior d’Arancio D.o.c.g. nella versione spumante e passito.
Stefano ci conduce pian piano nel mondo della sua produzione, e ci fa sapere che le barrique utilizzate sono in legno francese, dalla Borgogna per essere precisi, di media tostatura e dalla grana fine. Non tutte sono nuove, alcune possono essere utilizzate al 2^ o al 3^ passaggio, caratteristica che influenzerà poi il vino in fase di maturazione, mentre una barrique nuova consente di ottenere un vino più equilibrato, con una minore presenza di profumi terziari.

Il mercato di riferimento è al momento caratterizzato in maggior parte da clienti locali, rimane in testa il bacino termale, con il quale l’azienda ha un buon rapporto di collaborazione. All’estero Stefano promuove la propria produzione in modo particolare in Germani, Belgio e Austria.

La produzione vinicola è stata affiancata negli anni da quella agrituristica, in un primo periodo la sola accoglienza dei visitatori con degustazioni e piccoli assaggi, ma dal 2009 la sala ha avuto un aggiornamento radicale che ha reso Sengiari un punto di ristorazione di eccellenza.

La collaborazione con lo chef Giorgio Campeggio ha dato inizio ad un’offerta gastronomica che valorizza le produzioni locali di eccellenza, che segue la filiera dalla produzione alla lavorazione delle materie prime utilizzate in cucina. Il risultato è un menù davvero raffinato, che valorizza la stagionalità e ben si abbina alla produzione vinicola dall’azienda.
Ai miei occhi risalta la tartare di manzo, mentre nei miei ricordi si fa viva la memoria di una fantastica crostata di frutta fresca degustata con un bicchiere di Fior d’Arancio passito.

Purtroppo il tempo è tiranno, il lavoro chiama, e Stefano deve lasciarci.
Se come a noi, anche a voi è venuta voglia di fermarvi a mangiare all’agriturismo, devo ricordarvi che per la ristorazione Sengiari è aperto il venerdì-sabato e la domenica.